Dai dipinti rinascimentali agli abiti di JW Anderson, una mostra esplora l’evoluzione della moda maschile

Con oltre 100 capi di moda e oltre 100 opere d’arte, la splendida nuova mostra del Victoria & Albert Museum esplora idee di mascolinità e abbigliamento maschile dal Rinascimento fino al 6 novembre.


Sam Smith (2020) fotografato da Alasdair McLellan, Hertfordshire.  Direttore: Ben Reardon.  Assistente alla regia: Niccolò Torelli.  Acconciatura: Anthony Turner.  Trucco: Anne-Sophie Costa.  Assistenti fotografi: Lex Kembery e Simon Mackinlay

Sam Smith (2020) fotografato da Alasdair McLellan, Hertfordshire.

Direttore: Ben Reardon. Assistente alla regia: Niccolò Torelli. Acconciatura: Anthony Turner. Trucco: Anne-Sophie Costa. Assistenti fotografi: Lex Kembery e Simon Mackinlay

Rose ricamate e stampate sbocciano su un completo verde pastello indossato con un papillon rosa cipria. Questo completo di Gucci è attualmente in mostra al prestigioso museo della moda e delle arti decorative di Londra, il Victoria & Albert, dove è abbinato per la prima volta a un gilet francese del XVIII secolo. Realizzato in broccato di seta verde smeraldo e interamente ricamato con fiori, l’opulento capo storico condivide con il vicino alcune sconcertanti somiglianze, a cui risponde un giovane in farsetto circondato da rose rampicanti, come dipinto dal miniatore elisabettiano Nicholas Hilliard. Un triplice dialogo che conferma, se mai ne abbiamo dubitato, che la moda è un eterno ricominciare.

Ritratto del capitano Gilbert Heathcote RN, 1779-1831 [1801- 1805] di William Owen.  Olio su tela.  Foto: Birmingham Museums Trust, con licenza CC0
Ritratto del capitano Gilbert Heathcote RN, 1779-1831 [1801- 1805] di William Owen.  Olio su tela.  Foto: Birmingham Museums Trust, con licenza CC0

Ritratto del capitano Gilbert Heathcote RN, 1779-1831 [1801- 1805] di William Owen. Olio su tela.
Foto: Birmingham Museums Trust, con licenza CC0

Jean-Baptiste Belley (2014) di Omar Victor Diop.  Stampa a getto d'inchiostro a pigmenti su carta Harman by Hahnemühle.  Per gentile concessione della Galleria MAGNIN-A, Parigi © Omar Victor Diop
Jean-Baptiste Belley (2014) di Omar Victor Diop.  Stampa a getto d'inchiostro a pigmenti su carta Harman by Hahnemühle.  Per gentile concessione della Galleria MAGNIN-A, Parigi © Omar Victor Diop

Jean-Baptiste Belley (2014) di Omar Victor Diop. Stampa a getto d’inchiostro a pigmenti su carta Harman by Hahnemühle.
Per gentile concessione della Galleria MAGNIN-A, Parigi © Omar Victor Diop

Articolato attorno a queste risonanze e trasformazionila nuova mostra del V&A esplora le evoluzioni e le rivoluzioni della mascolinità dal Rinascimento, mettendo in mostra i grandi movimenti, le icone e gli stilisti che hanno plasmato la moda maschile in Occidente.

Sponsorizzato da Gucci e caratterizzato da oltre 100 capi e accessori, e altrettante opere d’arte, Moda maschile: l’arte dell’abbigliamento maschile non è solo la più grande mostra di moda maschile nella storia del V&A, è anche una delle più grandi mai incentrate sul rapporto tra arte e abbigliamento, un doppio approccio difeso dai suoi organizzatori, la curatrice di moda Claire Wilcox e la specialista in pittura e disegnando Rosalind McKever. “Siamo molto interessati al modo in cui l’indumento – sia esso tessuto, scolpito o dipinto – può definire un carattere e dargli potere”, commenta Wilcox. Sebbene lo spettacolo eviti un approccio cronologico, il suo lasso di tempo spazia da pezzi dal 1560 a abiti recenti di designer contemporanei come Thom Browne o Craig Green.

Romanticismo fluido di Harris Reed.  Per gentile concessione di Harris Reed.  Foto: Giovanni Corabi
Romanticismo fluido di Harris Reed.  Per gentile concessione di Harris Reed.  Foto: Giovanni Corabi

Romanticismo fluido di Harris Reed.
Per gentile concessione di Harris Reed. Foto: Giovanni Corabi

Attraverso il prisma della veste emergono connessioni tra personaggi storici e contemporanei. Immortalato su tela da Joshua Reynolds, il mantello in taffetà rosa indossato da Charles Coote, primo conte di Bellamont, in un ritratto del 1774 risuona con quello disegnato da Randi Rahm, con la sua fodera in raso fucsia, indossato nel 2019 dall’attore Billy Portare. Nonostante i due secoli e mezzo che li separano, il loro abbinamento fa emergere nuove letture.

Organizzata in tre sezioni – “Underdressed”, “Overdressed” e “Redressed” –, la mostra svela la costruzione della mascolinità sia attraverso l’addizione che la sottrazione di capi. Dall’Ermete Farnese, la cui clamide scolpita nel marmo accentua la muscolatura della statua, all’ensemble trasparente disegnato dal giovane couturier Ludovic de Saint Sernin, senza dimenticare l’intimo di Calvin Klein anni ’80, la mostra si apre con quasi nudi, ricordandoci che l’ideale del maschio anche il corpo è una moda in continua evoluzione. Quanto a quel capo centrale del guardaroba maschile, il tailleur, occupa l’intera ultima sezione. Tra l’arte dei sarti del XIX secolo, che hanno cercato di personalizzarlo con piccoli tocchi sottili, e le recenti rivisitazioni dell’abito di Comme des Garçons o JW Anderson, diventa sempre più versatile con il passare del tempo, pur rimanendo un simbolo incrollabile dell’abbigliamento maschile potenza.

Fashioning Masculinities: The Art of Menswear al Victoria & Albert Museum, Londra, fino al 6 novembre.

Ritratto di Charles Coote, 1° Conte di Bellamont (1738-1800), in Robes of the Order of the Bath (1773-1774) di Joshua Reynolds.  Olio su tela.  Foto: © Galleria Nazionale d'Irlanda
Ritratto di Charles Coote, 1° Conte di Bellamont (1738-1800), in Robes of the Order of the Bath (1773-1774) di Joshua Reynolds.  Olio su tela.  Foto: © Galleria Nazionale d'Irlanda

Ritratto di Charles Coote, 1° Conte di Bellamont (1738-1800), in Robes of the Order of the Bath (1773-1774) di Joshua Reynolds. Olio su tela.
Foto: © Galleria Nazionale d’Irlanda

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