Recensione: ‘Everything Everywhere All at Once’ è estremamente fantasioso e imprevedibile | Stile di vita







(AGBO)




“Everything Everywhere All at Once” di A24 si tuffa nel multiverso e offre al pubblico una storia originariamente audace che è abbagliante e supera i confini del cinema.

Scritto e diretto da Dan Kwan e Daniel Scheinert, il film è un ottovolante caoticamente divertente che fa un ottimo lavoro intrecciando azione e umorismo, instillando al contempo un forte nucleo emotivo.

Evelyn Wang (Michelle Yeoh) è un’immigrata cinese di mezza età che possiede una lavanderia a gettoni fallita con suo marito, Waymond (Ke Huy Quan). Insoddisfatta della sua vita disordinata che comporta un matrimonio in difficoltà e una relazione in difficoltà con sua figlia Joy (Stephanie Hsu), la delusione di Evelyn per le sue scelte di vita ha creato un’enorme tensione all’interno della sua famiglia.

A peggiorare la vita, i Wang sono anche nel bel mezzo di un audit dell’IRS che li tiene nelle grinfie di Deirdre Beaubeirdra (Jamie Lee Curtis), un’auditor giudicante che non si preoccupa particolarmente di Evelyn e della sua famiglia. Durante il loro incontro, Evelyn viene improvvisamente chiamata all’azione quando appare una versione diversa di Waymond e le dice che è necessaria per salvare il multiverso. Avvisata di essere “l’unica” Evelyn in tutto il multiverso equipaggiata per fermare il malvagio Jobu Tupaki, inizia un’audace missione che le garantisce l’accesso ad altri universi dove acquisisce abilità da diverse versioni di se stessa.

“Everything Everywhere All at Once” trae chiaramente la sua influenza da film come “The Matrix”, “Kill Bill” e “2001: Odissea nello spazio” con le sue immagini straordinarie, la coreografia straordinaria e la narrazione metafisica che offre agli spettatori qualcosa di fresco, audace ed eccitante .

Kwan e Scheinert prendono l’attuale popolarità dell’esplorazione del multiverso inserendo una storia caotica ed emotiva piena di arguzia e umorismo surreale. Dalle lotte con i dildo, alle persone con hot dog al posto delle dita e all’uso di un marsupio per il Kung-Fu, il duo non bada a spese nel fornire al pubblico l’esperienza di una vita.

Il cast del film è eccezionalmente brillante. Yeoh offre una performance magistrale che le permette di prosperare, mostrando la capacità dell’attrice di tuffarsi nella serietà e nell’assurdità del suo personaggio. Il film è anche una testimonianza della carriera di Yeoh, poiché celebra la sua reputazione non solo come una delle star d’azione più prolifiche, ma anche come uno degli attori di più alto livello nell’industria odierna.

Quan è irresistibilmente affascinante come Waymond. Si sposta in modo fluido tra le due versioni del suo personaggio, permettendogli di passare senza interruzioni dal suo io spensierato e fortunato al suo alter ego iper-competente.

Hsu e Curtis sono entrambi una delizia e brillano allo stesso modo per tutto il film. Hsu dimostra la sua gamma di attrice permettendo a se stessa di divertirsi con il suo personaggio. Nei panni di Joy, Hsu illustra la lotta e l’impatto emotivo del tentativo di ottenere l’accettazione di sua madre, mentre la capacità della sua controparte di lasciarsi andare rivela il potenziale del personaggio di essere oscuro e sinistro.

Curtis ama essere un burocrate sprezzante i cui molti personaggi le permettono di andare tutto gas in tutte le sue scene È ovvio che Curtis si è divertito moltissimo a interpretare Beaubeirdra.

Le scene di combattimento del film sono tanto fenomenali quanto bizzarre. Andy Le e Brian Le offrono alcune delle scene d’azione più esagerate, fondendo i classici stili di combattimento del cinema di Hong Kong con la commedia slapstick di Kwan e Scheinert.

Kwan e Scheinert eccellono nel fornire una storia multidimensionale che è follemente stravagante e tuttavia completamente radicata nell’emozione. Basandosi sulle precedenti eccentricità del duo con il loro film del 2016 “Swiss Army Man”, questo film si crogiola nell’assurdità, collegando l’umorismo del film con la sua virtù.

Al centro, “Everything Everywhere All at Once” riguarda la famiglia. Esplora le relazioni all’interno delle generazioni di una famiglia e le pressioni derivanti dal non essere all’altezza del proprio potenziale.

Sebbene possa avere una durata un po’ lunga – con un tempo di 2 ore e 19 minuti – il film utilizza il suo tempo per offrire uno spettacolo visivo e comico che risuonerà con il pubblico negli anni a venire.

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